AMBIENTE, SVILUPPO ECONOMICO E TURISMO

Il Comune di Isernia esteso 68,74 kmq, ha una popolazione di 21.981 residenti (Istat 01 gennaio 2015) distribuita in gran parte nel centro urbano, subordinatamente in 19 frazioni, di cui 18 sono poste a cintura della città nel settore Ovest ed una sola ad Est.

Il territorio isernino vanta una posizione geografica di cerniera tra le aree, l’Alto Molise – Matese e l’Alta Valle del Volturno (Mainarde), un contesto ad alto pregio ambientale, con piccole comunità autentiche, e come queste ha, per le sue peculiarità naturali e storico/culturali, un forte potenziale turistico. Il settore è in parte sviluppato nell’area dell’Alto Molise, mentre stenta fortemente a decollare nel rimanente territorio (ad eccezione della stazione sciistica di Campitello), per mancanza di un piano di sviluppo sinergico, nonostante la posizione strategica.

Isernia dista da Roma 175 km da Napoli 108 km e da Pescara 163 km, centri intermodali, con aeroporti internazionali e mete turistiche di fama mondiale, quali appunto Roma e Napoli/Capri/Pompei/Sorrento.  Grande appeal ha il nostro Paese a livello mondiale, per i suoi ambienti naturali e per essere stato profondamente plasmato dalla storia e dalla cultura. Tuttavia una pluralità di paesaggi di pregio, sintesi di vicende storiche tra le più ricche per civiltà e cultura e ambienti molto variegati che armonicamente le hanno accolte, dagli anni 50 ai nostri giorni, hanno subito profonde ferite dall’abusivismo e/o da non corrette politiche di programmazione e gestione del territorio. Anche la nostra città è stata in parte “abusata” da scelte poco oculate e/o da scarso controllo ambientale. Diversamente da altri territori, la “modernità” legata alla industrializzazione ha trovato a Isernia spazi ridotti, ma  la terziarizzazione della economia locale, connessa alla sua elevazione a provincia nel 1970, ha attratto flussi migratori di prossimità, estesi al massimo alla Campania e Lazio, determinando un forte aumento di residenti con conseguente incremento della espansione urbanistica, sovrastimata da fenomeni speculativi, e quindi delle infrastrutture primarie connesse, causando una modificazione del patrimonio paesaggistico/ambientale, in qualche caso (Le Piane, San Lazzaro, San Leucio e molte frazioni) radicali, in altri il patrimonio ereditato dal passato è rimasto parzialmente  indenne.

Le radici non comuni della nuova “compagine cittadina” hanno fatto perdere l’identità alla città, per cui a lungo la cultura locale non ha prodotto memoria di sé, infatti, a stento storie, tradizioni e costumi locali, sono sopravvissuti fino ad oggi. Logiche politiche orientate alla cementificazione, alla realizzazione di strutture e centri commerciali definibili “non luoghi”, sono state per troppo tempo distratte dall’attenzione che meritava il recupero e la valorizzazione sinergica di cultura, tradizione e paesaggio (naturale, antropico, immateriale), quali valori intrinseci ed economici (Carta Europea del Paesaggio).  Lo stesso Giacimento Paleolitico della Pineta, ritrovamento d’importanza mondiale, custode di testimonianza di frequentazione umana risalente a 730.000 anni fa e laboratorio per la ricostruzione degli eventi geologici, fluviali, vulcanici e tettonici, che hanno caratterizzato l’area, non è mai stato oggetto di un piano di marketing promozionale sinergico, né a scala locale né nazionale, ancor meno internazionale, funzionale all’attivazione di  flussi continui e destagionalizzati, tanto da  farlo divenire polo culturale, con un mix di attrattori, in grado di mettere in moto una filiera ad esso collegato.

Scrigno di storia, eroica e secolare, importante centro in cui sono state scritte pagine importanti della storia del popolo sannita, tanto da essere eletta a Capitale d’Italia,  poi romano, Isernia è ricca di emergenze, spesso in sovrapposizione stratigrafica nel sottosuolo della città per effetto delle varie distruzioni subite da terremoti ( es.: …., 1349, 1456, 1805,) e dalle incursioni belliche, di origine sannite (mura ciclopiche a cintura dell’antica Aesernia, e nei pressi di  Castel Romano  tre imponenti cinte murarie poste a difesa di un insediamento fortificato del III e IV sec a.C.), romane (basamento della Cattedrale, lo stabilimento termale dell’ Acqua Sulfurea, oggi deturpato da un intervento di recupero scellerato ancora in corso ) e persino medievali (Monastero Longobardo di S. Maria delle Monache almeno del 700, oggi sede di Museo archeologico di Isernia, Eremo dei S.S. Cosma e Damianiantecedente al 1130, Ciarlantila Fontana Fraterna (pubblica) , famosa struttura loggiata del 1200 che reimpiega colonne e lastroni di epoche più antiche, anche romana,  Palazzo S. Francesco  1222 – fatto costruire da S. Francesco D’Assisi, Palazzo dell’ex Convitto Vescovile 1300 ),   e rinascimentali, (Palazzi : Pecori-Veneziale – 1600, Laurelli-D’Avalos 1694, De Lellis-Petrecca – 1750 C. Vendittelli; ecc.…). Fu famosa nel tardo Medioevo, ad Isernia fiorì una vera e propria scuola giuridica di livello europeo, di cui il maggiore esponente fu Andrea da Isernia , inoltre  il suo territorio è stato sede di brigantaggio, della strage perpetrata (1860) da parte delle truppe piemontesi di occupazione sulla popolazione inerme e sui garibaldini (incendio di Palazzo Jadopi del 1700), e il 10 settembre 1943, ritenuto punto strategico nei piani dell’avanzata delle forze alleate, subì  un massiccio bombardamento da parte degli anglo-americani, per cui è stata decorata al valore civile e di cui sono giunte a noi numerose testimonianze ( Museo della Guerra ) .

Isernia  è una città ricca di tradizioni popolari ancora vive, fra queste la fiera delle cipolle, (cipolla “rossa o di S. Pietro” –  studi e ricerca eseguiti da UNIMOL di Isernia hanno portato a recuperare il pregiato seme originale)di antica origine (la prima testimonianza risale al XV secolo e la lavorazione a tombolo; quest’ultima  risale al 1503, una documentazione attestante la produzione del tombolo prodotta dalle religiose del convento di S. Maria delle Monache,  successivamente diffusesi negli altri conventi benedettini, amato dalla Regina Giovanna III d’Aragona, che aveva avuto come “appannaggio matrimoniale”  la città di Isernia da re Ferrante.

Città ricca di acqua presenta un territorio morfologicamente articolato, con un colle a losanga su cui è edificato gran parte dell’abitato, posto al centro tra i fiumi Carpino (est) e il Sordo(Ovest) (anticamente detti Gianocanense e Giovinale), dotati di discreta energia, in passato sfruttata da diverse centrali idroelettriche, di cui la più famosa era la Centrale Vendittelli, da: fonderie, lanifici, pastifici, cartiere e mulini. I corsi d’acqua hanno plasmato un paesaggio variegato, scorrendo sul fondo di  valli fortemente  asimmetriche dai  profili irregolari, interrotte localmente da pareti verticali interessate talvolta da grotte,  e da superfici terrazzate che si raccordano a nord all’area pianeggiante di “Le Piane” ( zona umida ) alla cui cintura le sorgenti S. Martino,  offrono una grande risorsa idrica alla città Queste furono captate fin dai tempi dei romani, che costruirono con un acquedotto ancora attivo,  sventrando in profondità il sottosuolo urbano.

Fino ad oggi la captazione, ad uso potabile, delle acque del S. Martino, con bottino di presa e pozzi, non sono state poste sotto tutela secondo i disposti dell’Art. 94 D.lgs. 152/2006, ovvero attuando le misure di tutela delle “aree di salvaguardia”, distinte in: zona di tutela assoluta (divieto assoluto di qualunque attività; >10 m); zona di rispetto (limitata attività; > 200 m); zona di protezione (uso controllato).

Il territorio vantava  una elevata biodiversità, in particolare quella  degli ambienti umidi, che si conserva solo localmente, dove i fenomeni di degrado  e/o di alterazione antropica diffusi sul territorio, sono più contenuti; sono pronunciati invece nei  due corsi d’acqua che lambiscono la città, e nel F. Cavaliere,  tanto da compromettere seriamente la qualità delle acque, oggetto di numerose denunce, diverse effettuate dall’Associazione Sportiva PAM e dall’Associazione Antimafia Caponnetto,  va rilevato, a proposito, che non sono reperibili dati di monitoraggio ambientali sulla qualità delle acque.

Le condizioni generali dell’ambiente non sono ottimali, il rapporto 2015 Ecosistema Urbano di Legambiente rileva, infatti, i seguenti dati:

Tabella Legambiente 2015
Tabella Legambiente 2015

* pos. = posizione

RD = Raccolta Differenziata

RSU = Rifiuti Solidi Urbani

Altre situazioni note da tempo di inquinamento ambientale sono confinate nell’area di Castel Romano e Fragnete (discarica de Fosso della Civetta); sono, inoltre, piuttosto frequenti rinvenimenti di rifiuti, pneumatici, eternit ed altro.   Problematiche relative a dissesto idrogeologico interessano, localmente i versanti del Sordo e del Carpino, e la località Macerone, interrompendo la viabilità verso la borgata Castelluccio.

A cintura della città, le catene montuose disegnano paesaggi variegati, ma identitari del Molise osservabili da più punti panoramici, come da Piazza A, D’Isernia che offre la vista, ad ovest, sulle Mainarde da cui si possono osservare i circhi glaciali della Metuccia, o dalle aree delle Frazioni occidentali, l’imponente catena del Matese.

Va evidenziato che il paesaggio è il patrimonio principale di una comunità, rappresenta il suo spazio di vita e la condizione della vivibilità per le generazioni future.

La città, versa in una grave congiuntura economica, che si inserisce sicuramente nella cornice della crisi nazionale ed internazionale ma, localmente è aggravata dalla crisi del tessile (it Holding) e del comparto edile, che, con l’indotto, davano occupazione a una percentuale significativa di popolazione attiva isernina, oggi disoccupati e inoccupati, risultato anche di una cattiva politica locale e regionale, oltre che di gestioni speculative. Sul territorio si registra una notevole perdita della capacità di spesa che si è riverberata negativamente sul commercio, determinando la cessazione di molte attività; ancor più grave sarà la condizione economica al termine delle casse integrazioni.

In tale fase di forte recessione è urgente, quindi, intervenire con un piano di sviluppo sostenibile che interessi le componenti ambientali, economiche e sociali della città, orientato a stimolare la nascita di nuovi posti di lavoro, a generare occupazione in settori nuovi e rispondenti alla innovazione tecnologica e alle esigenze del mercato locale / globale. Ciò potrà avvenire risanando da un lato le criticità, e individuando, valorizzando, incrementando, promuovendo le potenziali risorse dall’altro, sfruttando anche la favorevole posizione geografica della città.

Le peculiarità della città di Isernia e  la  posizione geografica rispetto alle limitrofe aree (Mainarde, Alto Molise, Matese), mete di un discreto flusso turistico in crescita, particolarmente l’Alto Molise, ma assolutamente insufficienti a soddisfare  in termini di recettività, servizi  ed accoglienza il potenziale flusso turistico, sono alla base di un’idea di sviluppo di Isernia, secondo il Movimento 5 Stelle,  come HUB Turistico di area vasta, di tipo sostenibile;  collocata in posizione di  “cerniera”, la città Pentra, sarà  al centro di una rete di collaborazione con i territori limitrofi (tutti i soggetti pubblici e privati della filiera turistica), darà forza ed impulso alla valorizzazione delle risorse locali e di tutto il territorio, ricco di tradizioni e cultura.

Il turismo sostenibile ha importanti ricadute sugli aspetti economici ed occupazionali, rigenera la coesione sociale, l’identità locale e lo sviluppo della collettività nel contesto urbano, è di supporto al superamento della crisi economica, di tutela dell’ambiente, delle risorse naturali, di valorizzazione del patrimonio culturale materiale e immateriale. Influenza in maniera sempre più rilevante anche il richiamo di nuovi investimenti, in quanto offre un’immagine positiva ed aumenta la forza di attrazione del territorio rappresentando uno strumento decisivo per la rigenerazione economica della nostra area  Sarà, pertanto, elaborato un piano di sviluppo strategico dettagliato, condiviso con la popolazione, a valenza pluriennale, con l’analisi dei punti di forza, tra cui il Paleolitico, delle debolezze e delle criticità, che preveda l’abbattimento delle barriere strutturali e gestionali.

In sostanza Isernia potrebbe divenire una tappa obbligata, di un turismo sostenibile, sulle direttrici di collegamento tra Napoli / Roma /Pescara e Alto Molise / Mainarde / Matese, su cui costruire un miglioramento delle economie locali e delle condizioni socio-culturali, così come è avvenuto in altre località del Paese, laddove si è saputo praticare il turismo in modo sistemico.

L’idea di una città rinnovata passa attraverso una serie di interventi:

Ricerca e analisi dati territoriali con coinvolgimento di:

Cittadini, Associazioni, Scuole, Università, Ordini Professionali, Forestale, Sovrintendenza, Anziani (tradizioni e artigianato),

  • Avviamento del SIC Sistema Informativo Comunale con GISopensurce; con personale interno o da mobilità mediante riconversione con corsi di formazione (convenzioni da stipulare con UNIMOL, Ordini professionali, ecc.…)
  • Creazione di un ufficio turistico (personale interno + stage formativo universitario + servizio civile)
  • Valorizzazione e/o riqualificazione delle risorse coinvolgendo Scuole, Associazioni, Cooperative, Operatori del settore, Università (UNIMOL, …), Centri di formazione, Sovrintendenza ai Beni Culturali, Intellettuali, Accademia della cucina, Anziani (tradizioni e artigianato).
  • Recupero di strutture comunali da destinare a incubatori per start-up o a spazio co-working, finalizzati alla creazione di nuova occupazione, favorendo e promuovendo nuove attività imprenditoriali, in particolare rivolte ai settori turistico, ambientale e tecnologico.
  • Realizzazione di una piattaforma internet dedicata condivisa con le strutture museali, biblioteca, Proloco, Auditorium, Associazioni culturali, ecc.…, per informazioni e servizi.
  • Attivazione di internet point turistico.
  • Attivazione di INFOTOURIST per l’accoglienza dei turisti in visita nella nostra città, dove avranno tutte le informazioni necessarie per visitare nel miglior modo il territorio di Isernia.

Incentivazione dei servizi transfert da e verso le aree Mainarde – Alto Molise – Matese

Ripristino del decoro urbano e valorizzazione delle aree urbane e di interesse storico

  • Ponendo vincolo alla viabilità del centro storico, impedendo l’accesso di mezzi motorizzati, con supporto di interporto ecologico, esterno all’area, per le merci dirette agli esercizi commerciali della zona.
  • Creando una cartellonistica informativa
  • Curando l’arredo urbano
  • Stimolando l’addobbo floreale
  • Rendendole palcoscenico di eventi culturali
  • Abbattimento delle barriere architettoniche

Recupero ambientale delle aree urbane ed extraurbane compromesse da degrado e/o inquinamento e valorizzazione

  • In modo gratuito e trasparente:

– attuando controlli diretti ed indiretti, sollecitando le istituzioni preposte, stabilendo accordi di programma con associazioni di categoria, per prevenire ogni forma di inquinamento atmosferico, delle acque e del suolo;

– con monitoraggio digitale del territorio mediante l’iscrizione al sito decorourbano.org, servizio completamente gratuito per il Comune e per il cittadino che:

  • Permette ai cittadini di segnalare in forma anonima all’Ente, attraverso una procedura snella e interattiva, con pc o smartphone, controllandone la legittimità, problemi relativi a rifiuti, dissesto stradale, zone verdi, vandalismo / incuria, segnaletica e affisioni abusive.
  • Mette a disposizione dei cittadini le informazioni sullo stato delle proprie segnalazioni e/o relative a quelle della propria zona.
  • Sensibilizzando la popolazione con progetti di educazione ambientale (sull’inquinamento, sui rifiuti), attraverso le scuole, di ogni ordine e grado, istituendo Domeniche ecologiche, attivando campagne informative, ecc.…
  • Realizzando: aree parco tematiche (parco giochi, Parco Emozionale del Paleolitico e Parco Avventura) in cui promuovere la Land Art, ippovie, piste ciclabili, ecc..
  • Adozione di un Master-Plan, importante documento di indirizzo strategico che sviluppi un’ipotesi complessiva sulla programmazione del territorio, individuando i soggetti interessati, le possibili fonti di finanziamento, gli strumenti e le azioni necessarie alla sua attuazione. Esso è uno strumento volontario, liberamente condiviso e approvato dai soggetti interessati, siano essi pubblici e/o privati, da attuarsi mediante una o più intese ed è caratterizzato da processi partecipativi che sanciscono la validità del suo contenuto ai fini economici e sociali.
  • Coinvolgimento, delle Universita’ e delle scuole nel processo formativo/informativo per percorsi fortemente professionalizzanti nel settore e per attività di ricerca
  • Incentivando la creazione di strutture a supporto della creazione di percorsi, interni ed esterni alla città, con piazzole attrezzate ed aree informative, in punti panoramici e/o di specifico interesse.
  • Trasformando in area green polifunzionale il terminal delle piane, da destinare a giovani per attività laboratori ali/ricreative

SOSTENENDO:

  • Azioni di marketing territoriali, in particolare riguardo al Paleolitico, asse portante della pianificazione turistica
  • La nascita di un museo del tombolo;
  • Il gemellaggio con tropea coinvolgimento dell’Accademia della cucina per la valorizzazione della cipolla
  • La nascita di orti urbani.
  • Lo sviluppo di un’agricoltura biologica su terreni di proprietà comunale, da destinare a giovani e/o disoccupati
  • Una filiera corta dei prodotti agricoli locali, mediante convenzioni con mense scolastiche o istituendo un mercato coperto dei prodotti tipici locali.

Si punta ad un miglioramento generale delle performance ambientali, per rendere più attrattivo il territorio e per il benessere delle popolazioni locali:

Spingendo la raccolta differenziata e promuovendo la filiera del recupero

  • Lottando contro gli sprechi alimentari recuperando le eccedenze alimentari dai ristoratori e/o somministratori da destinare ai bisognosi.
  • Zonizzando e ponendo sotto tutela le sorgenti S. Martino
  • Sostituendo l’impianto di clorazione (di P.te S. Leonardo) con un più innovativo impianto di potabilizzazione (D.M. 7 febbraio 2012, n. 25)
  • Installando impianti di produzione energetica da fonti rinnovabili su edifici pubblici
  • Incentivando e favorendo il corretto smaltimento di amianto
  • Contrastando il consumo indiscriminato di suolo

L’offerta turistica e territoriale sarà quindi promossa su basi di sostenibilità, di qualificazione delle risorse umane, di accessibilità delle destinazioni turistiche, sostenendo il rinnovamento e una espansione ordinata delle attrezzature e/o dei servizi turistici e ricettivi, oltre che la qualità complessiva dei servizi e dell’accoglienza per costruire un’immagine coerente ed attrattiva, in un’ottica occupazionale.

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