Emergenza scuole sicure, la storia non ha insegnato nulla!

Oggi celebriamo la “Mala Gestio” amministrativa che la nostra città ha dovuto subire nel corso degli ultimi decenni. Il nomadismo della materna della “S. Giovanni Bosco” assurge purtroppo alle cronache di tutti questi ultimi anni evidenziando l’inettitudine e la poca propensione ad affrontare argomenti che temporalmente interessano i cittadini nel medio-lungo periodo, probabilmente una politica che si occupa del lungo periodo miete pochi consensi elettorali. Dunque meglio procedere con gli appalti truccati e la orrenda e sempiterna deficitaria gestione dell’ordinario.

Ciò che inevitabilmente colpisce il cittadino non è tanto il “vagabondare” di una sezione della materna che è stata ospite di diverse strutture private a carissimo prezzo, denaro che spesso nella giusta direzione avrebbe consentito oggi, attraverso un mutuo, di avere un comparto adiacente alla attuale “Tagliente” pronto ad ospitare i bambini per tantissimi anni; anche perché dal prossimo anno scolastico la nuovissima e antisismica scuola di Via Umbria risolverà il problema.

Ma un aspetto che oggi fingiamo di ignorare e che inevitabilmente ci coinvolge, TUTTI, è la capacità dell’intero parco edilizio scolastico di resistere ad un nemico subdolo, imprevedibile e catastrofico: il terremoto.

Isernia, ai piedi dell’Appennino centro-meridionale, è storicamente colpita da sismi più o meno drammatici e distruttivi. Dall’analisi della documentazione storica  si evince come la regione molisana e più in particolare il territorio di Isernia sia stato interessato da vari eventi sismici, alcuni dei quali anche di intensità rilevante. Le notizie sono state reperite attingendo sia ai cataloghi sismici (per gli episodi più recenti) sia dagli archivi locali, manoscritti e cronache d’epoca raccolti da cultori del luogo (per gli eventi antecedenti la seconda metà del 1400).

Per intenderci riepiloghiamo alcuni dei fenomeni più salienti (parto da lontano perché i millenni, geologicamente intesi, sono intervalli temporali …):

  1. Del terremoto del 346 si ha notizia che questi venne fortemente sentito dalla popolazione e fu causa di rilevanti danni al patrimonio edilizio; provocò la morte di numerosi abitanti di Isernia tra cui Il Vescovo.
  2. Nel 847 Isernia fu rasa al suolo.
  3. Dai primi mesi del 1349 fino al settembre dello stesso anno grossi eventi sismici avvengono tra l’Abruzzo ed il Sannio; ad Isernia fu violentissimo e causò crolli e danni agli edifici; la Cattedrale rimase distrutta. Inoltre si determinarono aperture di crepe e voragini, torbidità delle acque, variazioni delle portate delle sorgenti; l’intensità sismica nell’area di Isernia  stimata per gli episodi del settembre 1349 risulta pari al IX grado (scala Macrosismica) (CNR- PFG- “atlas of isoseismal maps of italian eartquakes”).
  4. Nel 1456 le scosse durarono anche 5-6 minuti e furono così violente, come i documenti riportano, da distruggere intere città e paesi tanto da provocare in tutto il Molise 40.000 morti.  La sola città di Isernia contò circa 800 morti ed incendi divamparono in più parti della città. Parliamo di un sisma del IX grado MCS.
  5. 1688 epicentro in Campania e VIII grado MCS in Isernia.
  6. 1706 epicentro sulla Maiella con X grado MCS.
  7. 1712 epicentro a Boiano con VIII gado MCS.
  8. Molto più grave (X e XI grado MCS) il “terremoto di S. Anna” del 26 luglio 1805 fu avvertito in oltre 200 località comprese tra Umbria e Marche al Nord e fino a Lecce e Cosenza a Sud. L’attività sismica continuò, con scosse sempre di minore intensità, fino al luglio dell’anno successivo con circa 150 eventi identificati con intensità comprese tra il IV ed il VII grado MCS ed i cui epicentri sono distribuiti tra Isernia e Frosolone (E.  Esposito & Porfido, in prep.). Il terremoto del 26 luglio 1805 innescò numerosi fenomeni di modificazione dell’ambiente, che si esplicarono principalmente eventi franosi, in variazioni di chimismo e portata delle sorgenti, il disseccamento e lo la comparsa di nuove sorgenti, la deviazione di corsi d’acqua, fratture e liquefazioni (E. Esposito et alii, 1989; S., Porfido et alii, 1991).
  9. 1913 sisma con epicentro Jelsi e Vinchiaturo. Ad Isernia V grado MCS.
  10. 1915 investì con intensità massima pari all’XI grado MCS la zona di Avezzano, tra la Marsica e l’alta valle del Liri si risentì nell’area d’Isernia con una intensità pari al VI grado MCS. Ad Isernia molta gente abbandonò le proprie abitazioni ed il Genio Civile mise a disposizione dei civili dei vagoni ferroviari e delle baracche.
  11. 1930 interessò l’Irpinia con una intensità massima del X grado MCS; in diversi centri della provincia di Isernia e Campobasso furono avvertite scosse oscillanti tra il IV -VI grado della scala MCS.
  12. 1933 e 1962 area peligna e Irpinia si risentirono in Molise con scosse di terremoto del IV -VI grado MCS che seminarono grande paura ed indussero le popolazioni a riversarsi in strada.
  13. Il violento terremoto dell’Irpinia del 23 novembre 1980 ha avuto effetti nel Molise ed anche nell’area isernina con intensità variabili tra il IV – V grado MCS.
  14. Nel gennaio 1986 si registrò uno sciame sismico durato più giorni che determinò circa 90 scosse di intensità non superiore il V grado MCS

In realtà i sismi  storici di rilevante importanza che hanno interessato la città sono molto più numerosi e sono, per completezza, riportati nell’allegata tabella:

Tabella 1

Tabella 2

Considerando che i periodi di ritorno dei grandi sismi nel nostro territorio è mediamente di 200 anni e considerato che l’ultimo grande sisma è avvenuto nel 1805 è quanto mai opportuno analizzare con grande severità la situazione in cui versano gli edifici scolastici della città, di proprietà comunale e provinciale, su cui ha competenza il sindaco in qualità di massima autorità comunale di protezione civile, così come disposto dall’art. 15 della legge 225/92. Nel suddetto articolo viene sancito inoltre il dovere del sindaco di esercitare la tutela nelle materie edilizia, polizia locale e igiene”.

Il D.L. 23/5/2008 n. 92 convertito nella Legge 24/7/2008 n. 125, introduce significative novità sui  poteri attribuiti al Sindaco che “al fine di prevenire e di eliminare gravi pericoli che minacciano l’incolumità pubblica e la sicurezza urbana” possono condurre all’adozione “con atto motivato [di] provvedimenti, anche contingibili e urgenti nel rispetto dei principi generali dell’ordinamento” qualificati espressamente “ordinanza” dall’art. 54, comma 7 del D.Lgs. 18/8/2000 n. 267.

Seguono a completare il quadro normativo sulla responsabilità in tema di protezione civile del primo cittadino:

  • l’art. 1 del D.L. 180/98 che prevede che lo stesso realizzi piani di allertamento e allontanamento della popolazione dalle aree a rischio;
  • l’art. 12 della legge 265/99 che sancisce l’obbligo per il Sindaco di informare la popolazione sui pericoli da calamità.

Va inoltre considerato che Isernia passa in prima categoria sismica con l’Ordinanza del Cons. dei Ministri n. 3274/2003, aggiornata con Del. Giunta Reg. Molise del 02/08/2006 n. 1171, quindi tutto il costruito pregresso, con normative antisismiche, faceva riferimento ai parametri della seconda categoria sismica.

Per completezza aggiungiamo il quadro della normativa antisismica: dal 1974 al 2012 si sono succeduti diversi aggiornamenti più o meno importanti della normativa, ma sicuramente quella entrata in vigore nel 2012 risponde con maggiore aderenza ad un territorio ricadente in 1a categoria sismica come quello isernino (che in realtà va ben oltre da quanto risultato dalla microzonazione sismica e riportato in un decreto regionale).

I dati di monitoraggio degli edifici scolastici sono contenuti nell’anagrafe regionale degli edifici scolastici (ARES), pubblicato sul sito della regione Molise operativo dal Giugno 2015, che confluisce nell’Anagrafe Nazionale dell’Edilizia Scolastica (SNAES). Ciò “per avere una reale attendibilità sul patrimonio dell’edilizia scolastica presente in regione ma soprattutto consente di poter definire le emergenze e le necessità che si manifestano su tutto il patrimonio di edilizia scolastica. Inoltre la registrazione degli edifici nell’Ares e nello Snaes è fondamentale per poter ottenere il riconoscimento del finanziamento (Legge del 13 luglio 2015 n. 107). Infatti l’assegnazione di finanziamenti statali e/o comunque destinati alla messa in sicurezza degli edifici scolastici saranno assegnati anche tenendo conto dei dati inseriti nell’Anagrafe dell’edilizia scolastica. La costituzione dell’anagrafe regionale si realizza attraverso l’acquisizione di dati identificativi ed anagrafici, informazioni ricavabili da certificazioni e documentazione, dati dimensionali e dati desumibili da valutazioni qualitativo descrittive degli edifici scolastici di ogni ordine e grado.

Riguardo agli edifici scolastici della città di Isernia estrapoliamo dall’ARES quanto segue:

Tabella 3

Tabella 4

Tabella 5

In sintesi due edifici scolastici, l’Ist. “San Giovanni Bosco” e l’Ist. Comm. “Fermi” necessitano di rifacimento completo delle strutture portanti, mentre l’Ist. Magistrale “Cuoco” necessita di manutenzione delle strutture portanti; solo 5 edifici scolastici sono o di nuova progettazione oppure adeguati a normative antisismiche prive di riferimento (numero e data) e solo 4 di essi sono accompagnati da certificato di conformità per le costruzioni in zona sismica (art.28 L. 64/74 e ss). Da ciò si deduce che il patrimonio rimanente non risponde alle normative antisismiche odierne. Tutti gli edifici sono stati sottoposti a verifica sismica secondo il disposto del 2003, tuttavia non sono pubblici i risultati di tale monitoraggio.

Si fa presente che nonostante vi fosse una situazione di criticità, dalla risposta ad una interrogazione fatta dal Movimento 5 Stelle Molise si viene a conoscenza che: nessuna manifestazione di interesse è pervenuta all’Agenzia Regionale di Protezione Civile Risposta_mozione5stelle

Dal “V PROGETTO SCUOLA SICURA”: dall’indagine di vulnerabilità sismica alle esecuzioni degli interventi, al punto 17 emerge un Modello dei costi nel caso di nuova costruzione di tutti gli edifici regionali. Il costo stimato è pari a circa 609 milioni di euro mentre il costo di adeguamento degli edifici esistenti è pari a circa 758 milioni di euro. Dal confronto si evince anche che la superficie degli edifici nuovi (sup. virtuale = 528.174,90 ma) è inferiore alla superficie degli edifici esistenti pari a circa 892.286,50 mq. Questo confronto virtuale evidenzia la convenienza delle soluzioni che prevedono la demolizione e la ricostruzione degli edifici esistenti a condizione che il dimensionamento sia effettuato sul numero degli alunni presenti nella scuola eventualmente maggiorati di un coefficiente demografico per stimare gli incrementi e i decrementi demografici. Relativamente alla Provincia di Isernia i costi sono riportati in tabella:

Tabella 6

In conclusione si esorta il sindaco ad intervenire in qualità di responsabile della protezione civile sulle criticità che possono mettere a repentaglio l’incolumità pubblica e disporre pertanto, per quegli edifici che richiedono in base ai dati ARES, interventi di rifacimento totale delle strutture impiegando strutture di proprietà come l’Auditorium Unità d’Italia adeguandolo per somma urgenza. Contestualmente avviare una programmazione di medio e lungo termine per mettere in sicurezza tutte le scuole ricadenti nel territorio della nostra città.

Il video dell’intervento durante il consiglio:

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