Isernia città (s)venduta

Isernia: Privatizzato, definitivamente, anche il camposanto.

Una Giunta Comunale totalmente insipiente, ha approfittato della quiete di ferragosto per “privatizzare” definitivamente anche il camposanto. Mentre il MoVimento 5 Stelle Isernia tentava di offrire l’ultima opportunità per riparare al danno provocato dal Commissario Saladino e dai suoi compari, il Consiglio Comunale ha confermato il progetto di finanza privata per l’ampliamento del cimitero comunale e HA RESPINTO LA NOSTRA MOZIONE che intendeva annullare in autotutela tutti gli atti relativi a tale questione.

Ormai ad Isernia si privatizzano tutti i servizi ed i beni pubblici: piscina comunale, raccolta dei rifiuti, incasso dei tributi locali, camposanto, soste a pagamento e chi più ne ha più ne metta. Con il solo risultato che il “privato si arricchisce” ed il “cittadino patisce”.

Tutto questo è vergognoso: a causa dell’incapacità di riorganizzare le strutture comunali (dietro la quale si nasconde forse una precisa volontà di favorire interessi privati) si esternalizzano tutti i servizi fondamentali che potrebbero essere gestiti direttamente dal Comune, imponendo, di fatto, nuove tasse occulte e balzelli insostenibili a tutta la cittadinanza.

A questo si aggiunga, da ultimo, l’ennesima segnalazione e la censura della Corte dei Conti riguardo il “sistema dei controlli interni”: un fatto gravissimo e di cui pochi hanno consapevolezza, che è frutto della sua mancata organizzazione e controllo sui dirigenti, dei quali non conosciamo né obiettivi né tantomeno se quelli assegnati sono stati raggiunti.

La città  è stata scaraventata in un precipizio senza fondo e pochi hanno il coraggio di mettere seriamente in discussione le negligenze e le incapacità di chi amministra: giova ricordare, al riguardo, il perdurare di criticità della piscina comunale (con un bando di affidamento andato deserto per due volte consecutive, nonostante la nomina di professionisti esterni), del Museo Paleolitico, dell’Acqua Sulfurea, di Palazzo Orlando, della Polizia Municipale, della sicurezza degli edifici scolastici, della villa comunale, della viabilità cittadina, della riqualificazione di Palazzo Jadopi.

Per non parlare della questione della discarica di Tufo Colonoco; un ampliamento, anzi un raddoppio della discarica, al quale il Comune di Isernia non si è mai opposto, con il risultato che il nostro territorio rischia di diventare la più grande pattumiera del sud Italia.

Il Comune di Isernia è stato capace soltanto di elemosinare finanziamenti (in cambio di cosa non sappiamo ancora) per affidare ennesimi lavori che per altri cinque anni vedranno chiusi ed inutilizzabili gli immobili del patrimonio comunale, senza un progetto di successiva utilizzazione quando, fra dieci anni (forse), i lavori saranno ultimati.

E cosa dire dei progetti legati ai CIS, Contratti Istituzionali di Sviluppo, per i quali ci si affida al Comune di Campodipietra (con tutto il rispetto per Campodipietra, s’intende). Ma da un capoluogo di provincia ci si aspetta ben altro. E se non fosse per l’iniziativa di qualche professionista o dell’Università del Molise, non saremmo nemmeno riusciti ad ottenere i “presunti” finanziamenti per il completamento dell’Auditorium. Ma sembra che qualcuno voglia accaparrarsi il merito, non avendolo affatto, di aver conquistato chissà cosa. Ed invece è andata semplicemente al traino di altri.

Abbiamo perso mesi con la questione della “sfiducia al Presidente del Consiglio Comunale” come se questa fosse una “questione di Stato” mentre altri e più urgenti problemi dovrebbe affrontare chi gestisce l’Amministrazione Pubblica. Ma, in assenza di una programmazione seria e degna di questo nome, si finisce per favorire ancora una volta gli “amici degli amici”.

Lo abbiamo già detto ma “repetita iuvant”: se da molti giunge un grido di dolore, questo non viene recepito e si continua a sopravvivere in uno stagno di inerzia che sconfina nell’atarassia. Il senso di “comunità” è ormai sopraffatto dal concetto di “potere”.

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